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Viaggiare in traghetto durante la gravidanza

19 aprile 2016

Viaggiare in traghetto in gravidanza Viaggiare a bordo di un traghetto non comporta nessuna controindicazione per una donna incinta, ammesso che la passeggera goda di buona salute e la gravidanza non sia a rischio. La nave è un mezzo di trasporto sicuro e comodo, che permette di poter camminare e muoversi agevolmente durante tutta la traversata e che può essere reso ancora più confortevole e rilassante prenotando delle cabine, disponibili su tutti i traghetti che effettuano tratte a lungo raggio. Inoltre, a bordo di quest’ultimi, è importante ricordare che è sempre presente un medico, obbligatorio secondo il Decreto ministeriale del 13 giugno 1986 per tutte le navi traghetto, abilitate al trasporto di 500 o più passeggeri, in servizio pubblico di linea la cui durata, tra scalo e scalo, sia pari o superiore a 6 ore di navigazione.

Le donne in gravidanza possono, in ogni caso, imbarcarsi solo previa certificazione da parte del dottore che ne affermi le buone condizioni fisiche e ne consenta espressamente la capacità ad affrontare il viaggio in totale sicurezza. Per alcune compagnie di navigazione il certificato deve essere rilasciato non oltre le 48 ore precedenti la partenza (questo vale sia per il viaggio di andata che per quello di ritorno); altre compagnie marittime, invece, accettano un certificato medico emesso con 7 giorni di anticipo rispetto alla data del viaggio.

Questa procedura è obbligatoria per tutte le donne che siano in uno stato avanzato della gestazione, ossia oltre il sesto mese, ma nel caso in cui la gravidanza fosse a rischio o presenti delle complicazioni, la passeggera dovrà munirsi di un certificato medico indipendentemente dal mese di gravidanza in cui si trova al momento della partenza.

Resta comunque salva la facoltà da parte del Comandante di negare l’accesso alla nave a una donna incinta le cui condizioni di salute, a suo indiscutibile parere, non siano idonee ad affrontare il viaggio in totale sicurezza. Nel caso in cui venga proibito l’imbarco per giustificato motivo, la compagnia potrà concordare il rimborso del biglietto. Il Comandante ha, tuttavia, l’autorità di revocare il permesso all’imbarco concesso in un primo momento, qualora venissero meno le condizioni necessarie ad effettuare un viaggio in totale serenità per la gestante e in piena regolarità per tutti gli altri viaggiatori. Se la passeggera non si dovesse attenere alla decisione del Comandante verrà ritenuta responsabile di ogni danno o disagio recato a se stessa, alla nave (dotazioni ed equipaggiamenti) e a terzi e non avrà diritto a nessun risarcimento.

E’ pertanto consigliabile, prima di mettersi in viaggio, verificare i termini di trasporto della compagnia prenotata e munirsi del certificato medico con il relativo anticipo per non rischiare di arrivare al porto e vedersi negato l’imbarco a dispetto delle ottime condizioni di salute.

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